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12/19/18

Primo passo verso l’elettronica senza elettroni – AltraInformazione
È il primo passo verso una nuova elettronica senza elettroni, più veloce, più efficiente e più versatile: a rimpiazzare per la prima volta gli elettroni in un circuito sono delle particelle quantistiche che si comportano come onde magnetiche, chiamate magnoni. Il circuito è stato realizzato negli Stati Uniti, presso l’Università dello Utah, ed è descritto nella rivista "Nature Materials".

I ricercatori, guidati da Christoph Boehme, Joel Miller e Valy Vardeny, hanno dimostrato che è possibile convertire le onde dei magnoni in segnali elettrici attraverso una tecnologia basata sul carbonio. Sono nati così i primi circuiti magnonici, nei quali l’informazione è veicolata da queste bizzarre particelle che si comportano come onde, sfruttando la proprietà chiamata spin: immaginando uno stadio di calcio pieno di tifosi entusiasti e con le braccia sollevate, la direzione in cui puntano le braccia e’ l’orientamento del loro spin. Se tutti i tifosi contemporaneamente tengono le loro braccia in alto allora hanno tutti lo stesso spin e si crea un magnete. Se la folla inizia la classica ola il magnete avrà un’onda basata sullo spin che corre intorno allo stadio. La versione quantistica di quest’onda è il magnone.

I ricercatori hanno messo insieme due tecnologie sviluppate precedentemente: il primo magnete organico, basato sul carbonio, stabile a temperatura ambiente, e il metodo per convertire le onde quantistiche in corrente elettrica. Si tratta di un’importante pietra miliare e si spera che in futuro possa portare a circuiti più piccoli e veloci, con una minore dispersione di calore e un consumo di energia mille volte inferiore.

Il motore ‘impossibile’ EMDrive supera i test alla NASA
Il motore ‘impossibile’ EmDrive capace di produrre energia dal vuoto supera i primi test al centro Johnson della Nasa. I primi risultati pubblicati sulla rivista Journal of Propulsion and power indicano che il dispositivo, che viola alcuni dei principi cardine della fisica, funziona anche se debolmente. Risultati che mettono in fermento l’intera comunità scientifica ma i dubbi sono ancora molti.

Una rivoluzione per l’intera civiltà?

“Sembra troppo bello per essere vero. Se fosse così sarebbe una rivoluzione per l’intera civiltà”, ha detto all’ANSA l’esperto di propulsione spaziale Giancarlo Genta, del Politecnico di Torino. Nato da un’idea dell’ingegnere britannico Roger Shawyer il motore EmDrive sarebbe in grado di produrre una spinta senza espellere nessun propellente. Una tecnologia, che se fosse davvero funzionante, rivoluzionerebbe di fatto l’intero mondo della fisica.

La Nasa ci mette la faccia

Accolto inizialmente dagli addetti ai lavori con ovvia freddezza, EmDrive si sta però adesso ritagliando uno spazio sempre più ampio nel dibattito scientifico. I test fatti in questi anni avevano sempre lasciato spazio ai critici ma le nuove misure eseguite al centro Johnson potrebbero essere un punto di svolta. “Nonostante la spinta misurata sia piccola, sembra esserci davvero qualcosa”, ha aggiunto Genta. “E’ ovvio avere ancora tutti i dubbi del caso, un sano scetticismo – ha proseguito – ma adesso c’è uno studio pubblicato su una rivista autorevole e con un’istituzione che ci mette la faccia”.